sabato 20 febbraio 2010

Recensione

L'amico gpcastellano sul suo blog "Ventefioca" recensisce questo libro.

"Due sole parole sono riduttive, per un libro dedicato all’allevamento in montagna di mucche, capre e pecore (per non tacere di asini, cani, lupi, uomini e donne).
Se da un po’ di tempo navigate su questo blog già conoscete Marzia, in caso contrario vi rimando alle sue
pagine virtuali per concentrarmi invece sul libro.
Non ho ancora deciso come catalogarlo…
Narrativa? certo, ci sono le vicende degli allevatori, i loro problemi, le soddisfazioni e le ansie di una attività particolare percepita come marginale e quasi al limite della “vita civile”. I drammi di animali che nascono, vivono e muoiono.
Saggistica? magari sì, ogni racconto è l’occasione per insegnare tecniche antiche e concezioni moderne dell’alpeggio. Come aiutare una pecora a partorire, come seguire i primi passi dei “neonati”. Quali problemi ci possono essere a trasferire un gregge o una mandria dalla pianura alle montagne, e viceversa.
E’ un libro ecologista, nel senso che ci svela i collegamenti tra un prato alpino, la mucca che pascola e l’uomo che sorveglia la mandria e tiene lontana la selva.
E’ un libro epico. Sì, proprio così, epico. Perché si raccontano vicende e traversie di un vivere vagante, ancorato agli umori ed ai doni della terra, del tempo, del flusso di giorni, mesi ed anni. E se Alessandro Baricco, in una sua geniale interpretazione, ha definito l’Odissea come un manuale ed un galateo per viaggiatori, non vedo perché dovremmo negare a questi racconti sulle transumanze la stessa aura di epicità (Ulisse infine non era anche lui un contadino ed un pastore?).
Certamente è un libro sull’amore, perché non c’è amore senza conoscenza e qui Marzia dimostra di conoscere – amare molto bene questo mondo particolare.
Ho finito: se queste mie parole non vi hanno ancora convinti, fate un giro su questo
blog, dove troverete altre recensioni e potrete incontrare direttamente l’autrice."

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